Iniziamo la newslettere di oggi con un sondaggio:
Io no; anzi, non ancora, perché quest’isola è nella mia bucket list da parecchio tempo (se hai qualche racconto, suggerimento, consiglio o aneddoto sull’Irlanda scrivimi).
Oggi però sono pronta a partire insieme a voi - almeno virtualmente - per questa terra verdissima, fatta di distese d’erba puntinate di pecore che brucano placide tutto il giorno, mare impetuoso, vento che si infranfe su scogliere altissime e panorami mozzafiato; ma anche miti e leggende, castelli e fari iconici, città storiche, pub tradizionali dove assaggiare vere prelibatezze gastronomiche accompagnate da una tipica pinta di birra scura artigianale, e ancora monumenti neolitici e abbazie medievali.


Ogni paese del mondo affonda le proprie radici in una cultura gastronomica che ne definisce identità e tradizioni – noi, questi paesi, li scopriremo insieme poco alla volta con Orizzonti – e l’Irlanda non fa eccezione; il cibo fa parte della storia e della cultura di questo paese tanto quanto i suoi mercati agricoli.
Ho una vera passione per i mercati, trovo che siano luoghi sinceri e diretti, come le persone che li animano ogni giorno; sono il cuore vivo e pulsante di una città. Il mercato non mente mai, è un luogo sorprendente, mai uguale e se stesso; è un osservatorio privilegiato dove scoprire sapori autentici e conoscere prodotti e produttori locali.
Come al famoso English Market di Cork, la terza città d’Irlanda – insieme a Dublino e Belfast – per importanza gastronomica.
L’English Market è uno dei più antichi mercati coperti ed e considerato uno dei migliori d’Europa; è il tempio della gastronomia irlandese e risale al XVIII secolo, più precisamente al 1788. L’English Market è sopravvissuto a carestie, inondazioni, guerre, incendi e molteplici recessioni fino a diventare una parte importante della città di Cork. Qui è possibile trovare di tutto: carni pregiate, salumi, frattaglie e i pesci pescati nell’Atlantico, che siano freschi essiccati o affumicati.
Ovviamente non possono mancare formaggi, frutta, verdura a km0 e il pane di soda, anche detto soda bread, il pane irlandese al bicarbonato famoso in tutti il mondo. Il soda bread è il “pane d’Irlanda” dal 1830; è un pane semplice, dalla consistenza compatta e leggermente umida, che ancora oggi accompagna il pasto degli irlandesi; basta mescolare la farina col latticello, il bicarbonato di sodio, il sale e il gioco è fatto.
Il bicarbonato di sodio viene utilizzato come agente lievitante, l’acidità del latticello reagendo con la soda fa sì che il pane lieviti naturalmente. All’inizio del 1800 in Irlanda il lievito scarseggiava, ma soprattutto non c’erano frigoriferi per conservarlo, inoltre per preparare il pane col lievito c’era bisogno di molto tempo; nacque così il soda bread, un pane veloce che non richiede una lunga lievitazione e che una volta impastato viene cotto immediatamente in una pentola da forno.
Una volta impastato e prima di essere messo in forno il pane viene inciso con la tradizionale croce, così che possa essere spezzato facilmente in 4 parti ma anche perché – narra una leggenda - così facendo il diavolo e le fate possono uscire dal pane. Se agli inizi all’English Market venivano vendute 15 varietà di pani, oggi ce ne sono circa 95 tipi diversi; ma il soda bread rimane sempre il più apprezzato dagli irlandesi che lo utilizzano come accompagnamento alle tradizionali zuppe di verdure che qui vengono servite tutto l’anno alternardo gli ortaggi di stagione.
Se volete provare uno dei tradizionali piatti irlandesi, magari una zuppa accompagnata da soda bread e fare un’esperienza unica, salite al primo piano dell’English Market e sedetevi ad uno dei tavoli del Farmgate Café che affacciano sulle bancarelle sottostanti e gustatevi il vostro pranzo osservando lo scorrere della vita sotto i vostro piedi.
Soda Bread: la ricetta
Ingredienti:
250gr di farina 00 oppure farina integrale (decidi tu quale utilizzare)
250gr di farina tipo 1
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di biscarbonato
150gr di yogurt bianco magro
150ml di latte scremato
1 cucchiaino di succo di limone
50ml di acqua tiepida (circa 8 cucchiai)
Procedimento:
Prepara il latticello mescolando lo yogurt, il latte e il succo di limone; se invece riesci a trovare il latticello nei negozi specializzati meglio.
Metti in una ciotola le due farine, il sale, il bicarbonato e mescola bene con un cucchiaio di legno. Aggiungi il latticello e continua a mescolare aggiungendo un cucchiaio di acqua tiepida alla volta finchè non ottieni un impasto morbido e appiccicoso; regolati con la quantità d’acqua osservando e toccando l’impasto, tutto dipende dall’umidità, a volte servono tutti 8 i cucchiai altre volte no.
Trasferisci l’impasto su un piano da lavoro infarinato e dagli la tipica forma tonda della pagnotta. Metti il pane in una teglia o nella pentola in ghisa ricoperta da carta forno, incidi il pane in modo abbastanza profondo utilizzando una lametta (attenzione perchè io una volta sono fina al pronto soccorso) praticando la tipica croce.
Cuoci il pane in forno statico preriscaldato a 200° per 35/40 minuti o fino a che non avrà raggiunto un bel colore dorato e battendolo con le nocche delle dita non sentirai un suono vuoto. Sforna e lascia raffreddare su una griglia, puoi conservare il soda bread per un paio di giorni in un sacchetto di carta.




Cork: cosa vedere
Food Markets: Profumi e sapori a km 0 è una serie Sky Documentaries in cui in ogni episodio viene presentata una città d’Europa e il suo mercato, i prodotti locali e come vengono utilizzati in cucina seguendo la stagionalità e anche i produttori. Il programma racconta le storie che si nascondono dietro ogni prodotto messo sui banchi dei mercati e porta a scoprire i luoghi da cui arrivano.
Se vuoi scoprire qualcosa in più sull’English Market di Cork, sui prodotti e i suoi produttori, ti invito a gurdare l’episodio 3 della quarta stagione. Se come me ami il cibo, i viaggi e i mercati sono sicura che ti innamorerai di questo programma e dovrai assolutamente guardare anche tutti gli altri episodi!
Grazie , grazie, terrò cari questi consigli perché da tempo sogno questo viaggio